
Il Cilento è il parco nazionale più grande del Sud Italia e uno dei rari angoli della costa campana dove la speculazione edilizia ha lasciato intatta la morfologia originale della costa: scogliere calcaree a strapiombo, cale inaccessibili, macchia mediterranea che arriva fino al mare, borghi di pescatori rimasti fuori dai grandi flussi del turismo di massa.
La costa si estende per circa 80 chilometri dall’altopiano di Agropoli, la porta meridionale, fino al Golfo di Policastro e a Sapri, con una varietà di tipologie balneari che nessun altro tratto di costa campana riesce a offrire: lunghe spiagge sabbiose attrezzate ideali per le famiglie, calette selvagge raggiungibili solo via mare o a piedi su sentieri di macchia, grotte marine illuminate di blu, e un’Area Marina Protetta, quella della Costa degli Infreschi e della Masseta, istituita nel 2009, che tutela il tratto più spettacolare, tra Marina di Camerota e Scario, con 13,8 chilometri di costa ancora intatta.
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1998, con una superficie di oltre 181.000 ettari, è il contesto naturale e istituzionale che ha preservato queste coste. Molte delle spiagge più belle non hanno strade di accesso: si raggiungono a piedi tra gli ulivi e il rosmarino, o noleggiando una piccola imbarcazione al porto più vicino.
Questo le rende silenziose, cristalline e impegnative allo stesso tempo. Il periodo migliore per visitarle è maggio-giugno o settembre-ottobre: il mare è caldo, il clima è perfetto per camminare e le calette più remote sono ancora accessibili senza code.

Agropoli è la prima porta del Cilento per chi arriva da Salerno e ospita una delle spiagge più amate del parco: la Baia di Trentova1, protetta da un promontorio verdeggiante che scende dolcemente verso acque cristalline. Il nome, secondo la leggenda, deriverebbe dal ritrovamento di trent’uova di uccello marino all’interno di una grotta nei pressi della baia.
La spiaggia è di sabbia fine con fondale basso, ideale per famiglie con bambini, e l’acqua mantiene tonalità di azzurro e verde smeraldo particolarmente intense. Nelle vicinanze si trovano anche la piccola Spiaggia della Licina2, discreta spiaggetta raggiungibile tramite una scalinata, e la cosiddetta Grotta dell’Elefante3, un anfratto marino perfetto come punto di partenza per escursioni in kayak lungo la costa rocciosa.
Agropoli dispone di parcheggi comodi e di un lungomare ben servito, il che la rende la base logistica più accessibile per chi si avvicina al Cilento per la prima volta.

Castellabate, il borgo medievale fondato nel 1123 dall’abate Costabile Gentilcore e reso celebre dal film Benvenuti al Sud, governa un tratto di costa che concentra alcune delle spiagge più premiate del Cilento.
La Spiaggia Pozzillo4 a Santa Maria di Castellabate si estende per quasi due chilometri di sabbia dorata finissima con fondale basso e acque calme: ha ottenuto la Bandiera Verde Pediatri per la sua sicurezza e accessibilità per i bambini, oltre alle storiche Bandiere Blu. Il lungomare di Santa Maria è uno dei più frequentati della costa cilentana, con stabilimenti attrezzati e ristoranti che si alternano a tratti liberi.
Spostandosi verso sud si incontra la zona di Ogliastro Marina5, con le sue pinete che arrivano fino al bordo dell’acqua, la Baia Arena e la punta di Ogliastro, prima di raggiungere il promontorio di Punta Tresino6, con scogli a picco sul mare e una vegetazione lussureggiante che lo rendono uno dei paesaggi più fotografati del Cilento settentrionale.
All’estrema punta del territorio di Castellabate si trova Punta Licosa7: costa rocciosa e in alcuni punti sabbiosa, con un minuscolo porticciolo caratteristico e acque di straordinaria limpidezza. Si raggiunge a piedi seguendo il sentiero che parte da San Marco di Castellabate (circa 45 minuti), oppure via mare con piccole imbarcazioni.

Il borgo marinaro di Acciaroli, nel comune di Pollica, è noto per due primati: le sue spiagge premiate da anni con le 5 Vele di Legambiente e la Bandiera Blu per la qualità delle acque, e il suo legame con Ernest Hemingway, che trascorse del tempo in questo borgo di pescatori trovando ispirazione nella vita autentica del mare cilentano.
La Spiaggia Grande di Acciaroli8 è un lungo litorale di sabbia fine e dorata, oltre un chilometro, con fondale basso e acque calme, protetta da una scogliera naturale che mantiene il moto ondoso contenuto anche con vento forte: ideale per le famiglie e per chi ama nuotare senza preoccupazioni. Vicoli stretti, la chiesa dell’Annunziata (1187), i resti della torre angioina e il porto peschereccio con i suoi pescherecci colorati completano un’atmosfera da borgo marino autenticissimo.

Marina di Ascea9 offre una delle spiagge più lunghe e ampie del Cilento: oltre 3 chilometri di sabbia dorata fine che si estende ininterrotta lungo il litorale, con fondali bassi e sabbiosi che degradano dolcemente, perfetti per i bambini e per nuotatori non esperti.
Il lungomare è ben attrezzato con stabilimenti, ristoranti, bar e parcheggi, e la qualità dell’acqua è costantemente alta. La particolarità di Ascea Marina non è solo balneare: a pochi minuti dal litorale si trova il Parco Archeologico di Elea-Velia, l’antica colonia greca fondata intorno al 540 a.C. da profughi focesi.

Palinuro10 è il centro balneare più famoso del Cilento e uno dei più celebri del Sud Italia: il nome stesso è di origine classica, richiamando Palinuro, il nocchiero di Enea nell’Eneide di Virgilio, che scivolò in mare durante il sonno proprio su questo capo e annegò prima di raggiungere le coste del Lazio.
Il promontorio che porta il suo nome è geologicamente straordinario: le acque ne hanno scolpito oltre trenta grotte marine, di cui cinque visitabili, e il celebre Arco Naturale, una scultura di calcare aperta sul mare aperto che emerge dall’acqua come un portale verso il largo.
Le escursioni in barca dal porto durano 3-4 ore e includono soste nelle grotte, la Grotta Azzurra, la Grotta del Sangue (così chiamata per il colore rosso delle alghe sulle pareti), la Grotta delle Ossa e la Grotta dei Monaci, e nelle calette più belle come la Spiaggia del Buon Dormire11, accessibile solo via mare: un’insenatura di sabbia finissima chiusa da pareti rocciose in cui il silenzio è totale.
La Spiaggia La Marinella12, nelle vicinanze della Baia del Buondormire, ha sabbia chiara e acqua bassa con vista sul verde intenso della macchia mediterranea che scende fino al bordo dell’acqua.

Marina di Camerota è il cuore dell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e la destinazione con la concentrazione più alta di spiagge bellissime del Cilento. Il tratto di costa a sud del paese è uno dei più spettacolari della Campania: costa rocciosa alta e frastagliata, macchia a picco sull’acqua, calette di ciottoli bianchi raggiungibili solo via sentiero o via mare.
Le spiagge più accessibili in prossimità del centro, la Spiaggia Calanca13 (fondale bassissimo e acqua trasparente per decine di metri) e il Lido Lentiscelle14, sono ampiamente frequentate dai cilentani e offrono servizi adeguati.
La spiaggia che ha reso famosa Marina di Camerota in tutta Italia è però Cala Bianca15: una piccola insenatura di ciottoli bianchi, il nome deriva proprio dal colore abbagliante dell’arenile, che secondo la tradizione dei pescatori locali serviva come punto di riferimento notturno perché la luce della luna rifletteva sui sassi bianchi, circondata da vegetazione mediterranea e immersa nel silenzio dell’Area Marina Protetta.
Sul promontorio che la abbraccia si erge la Torre di Cala Bianca, e sul fondale sfocia una sorgente d’acqua dolce gelata, la Sorgente di Santa Caterina, che crea effetti cromatici particolari sull’acqua circostante. Non ci sono servizi né strutture: portate acqua, cibo e tutto il necessario. Si raggiunge a piedi attraverso il Sentiero degli Infreschi (partenza dalla spiaggia di Lentiscelle, circa 30-40 minuti) oppure con le imbarcazioni che partono dal porto di Marina di Camerota.
Poco oltre Cala Bianca, la Baia degli Infreschi16 è un porto naturale utilizzato fin dall’antichità greca e romana per la lavorazione e conservazione del tonno, e la grotta di Porto Infreschi ha funzionato come deposito ittico fino alla metà del XX secolo. Oggi è protetta dall’Area Marina Protetta, le sue acque sono considerate tra le più limpide della Campania, e le piccole spiagge di ghiaia bianca sono raggiungibili via mare dalle cooperative di Camerota o a piedi con un sentiero impegnativo immerso nella macchia mediterranea. Sorgenti d’acqua fresca sboccano direttamente in mare dal fondale creando effetti di temperatura unici per i nuotatori.

Scario, nell’entroterra del Golfo di Policastro, è la porta di accesso alle cale più remote e meno conosciute dell’intera costa cilentana: le spiagge della Costa della Masseta17, all’interno dell’Area Marina Protetta, che non hanno strada di accesso via terra e si raggiungono esclusivamente dal mare con piccole imbarcazioni o kayak.
I nomi (Spiaggia dei Gabbiani, Risima, Sciabica, Spiaggia dei Francesi) suggeriscono la loro natura: luoghi dove la civiltà non è mai davvero arrivata, con ciottoli bianchi, scogli levigati, acqua color turchese intenso e fondali ricchi di posidonia e fauna marina. Sono ideali per lo snorkeling e per chi cerca il silenzio assoluto.
Il porto di Scario organizza escursioni giornaliere verso le cale della Masseta da aprile a ottobre.
Nella mappa seguente potete vedere la posizione dei principali luoghi di interesse citati in questo articolo.