
Meta di Sorrento è il paese che chiude la Penisola Sorrentina verso est: il secondo comune che si incontra provenendo da Napoli, dopo Vico Equense, affacciato sul Golfo di Napoli a circa 111 metri di quota con un litorale di 800 metri dove si trova la spiaggia sabbiosa più grande di tutta la penisola.
Il nome non è casuale: Meta deriva dal latino meta, la pietra miliare terminale, il cippo che nell’antichità segnava il punto finale della strada. Ed è esattamente dove oggi sorge la Basilica di Santa Maria del Lauro che i Romani avevano collocato quella pietra di confine, sul sito, guarda caso, di un antico tempio dedicato alla dea Minerva.
Questo strato di significati sovrapposti, greco, romano, cristiano medievale, borbonico, marinaro, è la chiave di lettura di Meta: una cittadina di circa 7.800 abitanti che nei secoli ha saputo trasformarsi con intelligenza, dalla marineria mercantile ai cantieri navali, dal Grand Tour alla moderna vocazione balneare, senza mai perdere del tutto il carattere sobrio e operoso che la distingue dai vicini più glamour.
Ciò che Meta offre a chi si ferma più di una mattina è un centro storico intatto con i palazzi degli armatori, corti interne dove si cucivano le vele, portali in pietra vesuviana scura e una basilica che domina tutto il paese con la cupola maiolichata e il campanile barocco.
E la spiaggia di Alimuri, dove per secoli sono state varate navi destinate a portare olio, agrumi e vino fino in America, in Australia, nel Baltico, e che oggi è la spiaggia più attrezzata e accessibile della Costiera Sorrentina.
Meta si legge in due piani sovrapposti: il piano alto della città storica, con la Basilica, i palazzi nobiliari e i vicoli della marineria, e il piano basso della marina, con la spiaggia e il lungomare. I due livelli sono collegati da un ascensore pubblico e da scale.
Chi ha una mezza giornata può combinarli senza difficoltà, chi vuole farne la base di un soggiorno balneare scoprirà che Meta è il punto di partenza logisticamente più comodo della penisola per visitare Sorrento, Capri, Pompei e la Costiera Amalfitana.
La Basilica di Santa Maria del Lauro è il monumento principale di Meta e il suo riferimento visivo da qualunque punto della penisola: il campanile barocco e la cupola rivestita di maioliche colorate annunciano l’arrivo nel paese a chi percorre il Corso Italia provenendo da Napoli. La chiesa sorge sul sito dove, secondo gli storici, si trovava un antico tempio dedicato alla dea Minerva, confermando la sovrapposizione tra sacralità pagana e cristiana tipica di tutta la penisola sorrentina.
Nei primi anni del 1200 una cappella fu dedicata a Santa Maria del Lauro; nella seconda metà del Cinquecento la cappella medievale fu abbattuta e sostituita da una struttura molto più grande; la facciata neoclassica attuale risale a una ristrutturazione successiva. L’interno è a croce latina con tre navate raccordate da colonne sormontate da archi, con stucchi e decorazioni tipiche del gusto campano.
La leggenda fondativa della chiesa è tra le più vivide della penisola: nell’VIII secolo, una vecchia contadina sorda e muta portava al pascolo la sua mucca quando trovò ai piedi di un cespuglio di alloro una statua della Madonna circondata da una gallina con dodici pulcini d’oro. Dopo il ritrovamento, la pastora riacquistò l’udito e la parola. Il vescovo di Sorrento ordinò che la statua fosse portata in cattedrale, ma la mattina seguente la statua era di nuovo ai piedi dell’alloro. Questo miracoloso ritorno portò alla costruzione della chiesa proprio in quel luogo. La statua lignea conservata nella basilica è ritenuta dalla tradizione quella stessa trovata dalla pastora. La Madonna del Lauro è protettrice dei naviganti: non è un dettaglio trascurabile in una città che per secoli ha costruito navi e mandato i suoi uomini in mare.
Il cuore del centro storico di Meta si raggiunge scendendo da Via del Lauro, l’antica strada in discesa che parte dalla Basilica e porta a Piazza Casale, il fulcro della vita civile del paese da secoli. Da qui si diramano i vicoli e i carruggi del borgo medievale, dove si incontrano i segni visibili della prosperità portata dalla marineria: palazzi nobiliari con portali in pietra vesuviana, la pietra lavica grigio-scura del Vesuvio, che si aprono su cortili interni ad archi e volte. Questi cortili non erano decorativi: erano i luoghi dove le donne cucivano, rammentavano e stendevano le vele delle navi costruite ad Alimuri, in attesa della partenza. Sono ancora visibili oggi, e bastano a capire quanto la vita di Meta fosse interamente organizzata intorno al mare.
Tra i palazzi del centro storico meritano attenzione Villa Liguori, Palazzo Fienga, Villa Elisa, Palazzo Maresca e Villa Valletta Martini, edifici di epoca barocca con facciate su vicoli che improvvisamente si aprono su scorci di mare. Lungo Via del Lauro si trovano anche alcune delle chiese minori del borgo: la Chiesa dell’Assunta, la Cappella degli Angeli Custodi e la Chiesa della SS. Annunziata (detta di Santa Lucia), con una cappella costruita completamente in tufo e un vecchio orologio sul campanile. L’atmosfera del centro storico è quella di un paese rimasto fuori dal turismo di massa: botteghe di alimentari, anziani che giocano a carte, strade che si percorrono senza fretta. Meta offre una prospettiva sulla vita locale della penisola sorrentina che né Sorrento né Positano sono più in grado di offrire.
Palazzo Cosenza, meglio noto come Villa Giuseppina, è il monumento civile più importante di Meta: un edificio neoclassico di grande impatto visivo progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli nel 1739, lo stesso Vanvitelli che nello stesso decennio stava costruendo per Carlo III di Borbone la Reggia di Caserta. La commissione sorrentina è di tutt’altro ordine di grandezza, ma porta la stessa firma e la stessa pulizia formale che caratterizza il Vanvitelli maturo. Il palazzo si trova lungo Via Caracciolo, sulla strada che dalla Basilica del Lauro scende verso il mare, e la sua facciata imponente è ben visibile anche a chi non la cerca. La fama contemporanea di Palazzo Cosenza è però legata soprattutto al cinema: il regista Dino Risi lo scelse come set principale per alcune scene di Pane, amore e… (1955), la commedia con Sophia Loren e Vittorio De Sica che fu uno dei maggiori successi del cinema italiano del dopoguerra. Una targa e le fotografie di scena all’interno ricordano questo legame.
La spiaggia di Alimuri che oggi i turisti frequentano per prendere il sole non è sempre stata una spiaggia. Per secoli quella striscia di costa è stata uno dei cantieri navali più attivi del Mediterraneo meridionale. I Cantieri Navali di Alimuri nascono nel XII secolo sfruttando la particolare conformazione del litorale, il nome “Alimuri” viene dal greco antico alimurei ζ, con cui i Greci indicavano uno dei cinque punti d’approdo della penisola, caratterizzato da una cascata che sboccava direttamente in mare, e crescono fino a diventare uno dei poli cantieristici più importanti del Golfo di Napoli. Il cantiere fu aperto formalmente nel 1650 e al 31 dicembre 1866 disponeva di una superficie di circa 9.000 metri quadri, otto scali di costruzione con un fabbisogno giornaliero di 240 operai. A quella data risultavano costruiti 256 bastimenti a vela per un totale di 64.251 tonnellate di stazza.
Le navi di Meta erano velieri a due alberi, resistenti e veloci, costruite per trasportare olio, agrumi, noci e vino. Navigavano verso il Mediterraneo, il Nord Europa, il Baltico, il Regno Unito, le Americhe, la Cina e l’Australia, e la lista dei porti raggiunti è la misura di quanto Meta fosse al centro dei traffici globali del XIX secolo. Gli armamenti erano a carattere familiare: spesso l’armatore era anche il capitano, e i membri della famiglia occupavano i ruoli più umili a bordo. Nel 1798 fu fondata la Società degli armatori metesi e sorrentini, rimasta attiva fino al 1923. La memoria di questa epopea è conservata nel Museo Navale “Mario Maresca”, ospitato in Vico San Stefano nel centro storico: modelli di velieri, carte nautiche, strumenti di navigazione e documenti d’archivio ricostruiscono la storia di una comunità che ha costruito e governato navi per oltre sei secoli.
Dove un tempo si varavano i velieri, oggi si fa il bagno. La Marina di Alimuri è la spiaggia più grande e più attrezzata della Penisola Sorrentina: un litorale che si estende per quasi un chilometro con acqua di un verde smeraldo intenso, fondale sabbioso che degrada lentamente e un’organizzazione di servizi, stabilimenti, ristoranti, docce, sport acquatici, parcheggi, che nessun’altra spiaggia della penisola riesce a offrire nella stessa misura. La spiaggia si divide in due zone: la Marina di Alimuri vera e propria, prevalentemente sabbiosa, e la zona del Resegone, con ciottoli e alcune banchine protese in mare. Entrambe dispongono di aree libere e di stabilimenti attrezzati. Meta è l’unico comune della penisola sorrentina ad avere strutture ricettive direttamente a bordo della spiaggia o a distanza pedonale, il che la rende la scelta più logica per chi vuole abbinare un soggiorno balneare alla comodità dei collegamenti della Circumvesuviana.
Si raggiunge dall’alto della città scendendo la scala pubblica o prendendo l’ascensore che collega Corso Italia al lungomare, un collegamento verticale che semplifica enormemente la vita durante un soggiorno. Dalla spiaggia si vede il profilo del Vesuvio, le colline retrostanti della penisola e, nelle giornate limpide, il profilo di Capri sul fondo del golfo.
La parte alta di Meta, la cosiddetta Meta di sopra, che comprende la frazione di Alberi e i versanti dei Monti Lattari, è quasi del tutto sconosciuta al turismo di passaggio ma offre una prospettiva completamente diversa sulla penisola. A pochi chilometri dal centro, in direzione dei Monti Lattari, si aprono percorsi di trekking tra limoneti, uliveti e macchia mediterranea con viste sul Golfo di Napoli e sulla Costiera Amalfitana. Il Monte Vico Alvano (642 metri), che fa parte del territorio comunale, offre panorami molto meno frequentati di quelli del più celebre Vesuvio. Per escursionisti con più tempo, il Monte Faito, a 1.131 metri, raggiungibile con la funivia panoramica da Castellammare di Stabia, è il punto di vista più alto su tutto il golfo, con panorami che nelle giornate limpide arrivano a Capri, Ischia, Procida e al profilo dell’Appennino. La funivia è attiva in stagione (verificare aperture prima della visita).
Meta offre una gamma di strutture ricettive più ridotta rispetto a Sorrento ma con un vantaggio significativo: alcune strutture sono direttamente a bordo della spiaggia o a pochi passi, cosa impossibile nelle città limitrofe dove il centro storico è in quota e il mare si raggiunge solo a piedi o in ascensore.
Si trovano principalmente appartamenti e case vacanze nei pressi del lungomare, B&B nel centro storico e qualche piccolo albergo a gestione familiare. I prezzi sono mediamente più contenuti rispetto a Sorrento per strutture di categoria analoga.
Meta di Sorrento si raggiunge comodamente in treno con la Circumvesuviana sulla linea Napoli-Sorrento: la fermata di Meta è servita da treni frequenti e il viaggio da Napoli dura circa 55 minuti, con fermate intermedie a Ercolano e Pompei.
In auto si percorre il Corso Italia (SS 145) provenendo da Castellammare di Stabia verso Sorrento: Meta è a circa 5 km da Sorrento e a meno di 50 km da Napoli.
La stazione ferroviaria si trova nella parte alta del paese, vicino alla Basilica del Lauro; dalla stazione un ascensore pubblico e le scale collegano il centro all’Alimuri.
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Meta di Sorrento si trova sulla Penisola Sorrentina, nella città metropolitana di Napoli, a 5 km da Sorrento, a 50 km da Napoli e di fronte all'isola di Capri. Confina con Piano di Sorrento a ovest e con Vico Equense a est. È il secondo comune della penisola provenendo da Napoli.