
Chi arriva a Sorrento per la prima volta rimane sorpreso dalla sua conformazione: il centro storico si trova su un altopiano di tufo a circa 40-50 metri sul livello del mare, da cui le viste sul Golfo di Napoli, sul Vesuvio e su Capri sono straordinarie, ma scendere al mare richiede scale, ascensori o un taxi boat.
Le spiagge della costiera sorrentina non sono le lunghe distese di sabbia bianca che si immaginano: la costa è prevalentemente rocciosa e scoscesa, con piccole insenature di ciottoli scuri di origine vulcanica, piattaforme di tufo tagliate a strapiombo sull’acqua e stabilimenti balneari costruiti su palafitte. È una conformazione geologica che rende ogni bagno una piccola conquista e ogni caletta un angolo privato strappato alla roccia.
Il vantaggio è che le acque della Penisola Sorrentina, in particolare nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che tutela il tratto di mare tra Sorrento e il limite con la Costiera Amalfitana, sono tra le più limpide e controllate della Campania.
Le spiagge più belle e più selvagge si trovano invece a qualche chilometro dal centro, in direzione di Massa Lubrense: calette inaccessibili via terra, baie naturali protette da riserve, e una della spiagge più belle del sud Italia, la Baia di Ieranto, raggiungibile solo a piedi o via mare.

Marina Piccola è la spiaggia più comoda e più centrale di Sorrento: si trova direttamente sotto il centro storico, nei pressi del porto, ed è raggiungibile dall’alto in due modi, con l’ascensore della Villa Comunale (il parco pubblico sul bordo del dirupo) oppure scendendo a piedi le scalinate che partono da Piazza Tasso e dal lungomare.
La spiaggia vera e propria è una sottile striscia di sabbia vulcanica nera e ciottoli, in gran parte occupata da stabilimenti balneari privati che hanno costruito piattaforme in legno e palafitte sull’acqua per moltiplicare lo spazio.
Il tratto libero è ridottissimo ed è riservato per consuetudine ai residenti. Un lettino in uno degli stabilimenti di Marina Piccola costa mediamente intorno ai 20 euro, con servizi, docce e spesso bar a bordo piscina. Il porto di Marina Piccola è anche il punto di partenza delle imbarcazioni per le isole e per la Costiera Amalfitana, il che rende l’area vivacissima e non silenziosa.
È la scelta per chi non vuole spostarsi ma non aspira a un bagno nella natura.

A circa 15-20 minuti a piedi dal centro di Sorrento verso nordovest si trova Marina Grande, uno dei luoghi più autentici e amati della città: un borgo di pescatori con case colorate alte e strette direttamente sul lungomare, barche tirate in secca sulla riva, reti da riparare e il profumo del pesce fresco che viene direttamente dai ristoranti affacciati sull’acqua.
La spiaggia è di sabbia grossolana scura e ciottoli (la tipica sabbia vulcanica della zona), con una parte libera accessibile e diversi stabilimenti attrezzati. Il fondale degrada lentamente e l’acqua è pulita con la vista sul Vesuvio e sul golfo che regala una delle prospettive più classiche della Penisola Sorrentina.
Marina Grande ha mantenuto un’atmosfera più genuina rispetto al centro commerciale di Sorrento: i ristoranti di pesce qui sono frequentati anche dai locali, i prezzi sono più ragionevoli e la convivenza tra bagnanti, pescatori e curiosi crea un’animazione spontanea che il centro storico non ha.

I Bagni della Regina Giovanna sono la spiaggia più affascinante del territorio sorrentino, a circa 3 chilometri dal centro in direzione Massa Lubrense. La storia del luogo è duplice: parte dall’archeologia e finisce nella leggenda medievale.
Il promontorio di Capo Sorrento, raggiungibile a piedi in 15-20 minuti lungo un sentiero che parte dalla piccola frazione di Capo di Sorrento, ospita i resti della Villa marittima di Pollio Felice, un ricco patrizio di Pozzuoli che nell’epoca dell’imperatore Domiziano fece costruire qui una residenza di circa 30.000 metri quadri con doppia struttura: una domus marittima affacciata sul mare e una domus rustica destinata alla produzione di olio, vino e agrumi, collegate da sottopassaggi scavati nella roccia.
Oggi rimangono solo ruderi, ma la passeggiata tra i resti delle mura sul promontorio a picco sul golfo è già da sola un’esperienza notevole.
All’interno dei ruderi, una scalinata scavata nella roccia scende verso la piscina naturale: una laguna d’acqua marina racchiusa tra le pareti calcaree e collegata al mare aperto da un arco di roccia. È questo il cuore dei Bagni della Regina Giovanna. L
La conformazione dell’insenatura, quasi completamente schermata dalle pareti rocciose, la rendeva di fatto un bagno privato naturale. Oggi chiunque può accedere gratuitamente, ma l’accesso è contingentato e la laguna rimane in ombra per gran parte della giornata per via della conformazione delle pareti. Continuando oltre la scalinata si raggiunge la zona de La Solara, con scogli più ampi e piatti adatti a sdraiarsi e con accesso al mare più agevole rispetto alla laguna, c’è anche uno stabilimento privato con lettini. Nessun servizio di alcun tipo è disponibile nella parte naturale: portate acqua, cibo e tutto il necessario.
Come arrivare: autobus dalla piazza di Sorrento (linea A, fermata Capo di Sorrento), poi a piedi seguendo le indicazioni per i Ruderi Romani lungo Traversa Punta Capo (circa 15-20 minuti). Sconsigliato arrivare in auto per l’estrema difficoltà di parcheggio. L’ingresso è gratuito.

Marina di Puolo, nel comune di Massa Lubrense a circa 2 chilometri a sudovest di Sorrento, è la spiaggia preferita dai sorrentini per le giornate in famiglia: un piccolo borgo di pescatori abbraccia una baia riparata dalle correnti con acque basse e limpide, fondale che degrada dolcemente adatto ai bambini e una combinazione di sabbia e ciottoli con tratti liberi e stabilimenti attrezzati.
L’atmosfera è più autentica e meno turistica rispetto alle spiagge di Sorrento centro, i ristoranti sul lungomare propongono cucina di mare tradizionale a prezzi ragionevoli, e il piccolo porto con le barche dei pescatori aggiunge un tocco pittoresco.
L’accesso è comodo sia in auto (parcheggi nelle vicinanze) che in autobus da Sorrento. È disponibile il noleggio di kayak e paddle board per chi vuole esplorare la costa circostante. Da Marina di Puolo è possibile raggiungere in kayak i Bagni della Regina Giovanna e altre calette rocciose della zona.

Quando un sorrentino decide di trascorrere un’intera giornata al mare senza pensieri, punta quasi invariabilmente a Marina del Cantone, la spiaggia della frazione di Nerano nel comune di Massa Lubrense, a circa 15 chilometri da Sorrento attraverso una strada panoramica a tornanti.
La baia è grande, riparata dai venti, con acque di un turchese intenso e due spiagge contigue, la spiaggia “Grande” e la più piccola e raccolta Spiaggia dei Tedeschi, separata da un molo, entrambe di ciottoli chiari con tratti liberi e stabilimenti attrezzati. È possibile noleggiare imbarcazioni direttamente dalla spiaggia per raggiungere Capri o esplorare la costa verso Positano.
Ma Marina del Cantone non è famosa solo per la spiaggia: è qui che si mangia, secondo molti, il piatto più famoso della Penisola Sorrentina. Gli spaghetti alla Nerano, pasta cotta con zucchine fritte, provolone del Monaco, basilico e fior di latte, furono inventati da Maria Grazia, la cuoca del ristorante omonimo che dà direttamente sulla spiaggia, nei primissimi anni Cinquanta. La leggenda del piatto è documentata e rivendicata: gli spaghetti alla Nerano sono nati qui, in questa baia, e i ristoranti della spiaggia li propongono ancora nella versione tradizionale.
Da Marina del Cantone parte anche il sentiero di circa un’ora che porta alla Baia di Ieranto.

La Baia di Ieranto, tra Punta Penna e Punta Campanella, è considerata da molti la più bella della Penisola Sorrentina e tra le spiagge più spettacolari di tutta la Campania: una piccola spiaggia di ciottoli e ghiaia bianca incastonata tra scogliere calcaree a strapiombo, con l’acqua di un azzurro che cambia con la luce e la sagoma di Capri come sfondo.
È una riserva naturale gestita dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e fa parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella: non ci sono strutture né servizi, l’accesso è monitorato e il numero di visitatori è contingentato.
Si raggiunge a piedi da Nerano con un sentiero di circa 4-6 chilometri immerso nella macchia mediterranea con vista sul mare (circa 1 ora di cammino), oppure via mare con piccole imbarcazioni. Non è adatta ai bambini piccoli per la distanza e la mancanza di servizi. Portate tutto il necessario, acqua, cibo, protezione solare, e registrate la visita in anticipo sul sito del FAI se richiesto. La mattina presto e le giornate feriali la rendono più fruibile rispetto ai fine settimana estivi.

Nel territorio di Massa Lubrense, verso l’estrema punta della penisola, si apre il Fiordo di Crapolla: una delle insenature più spettacolari e meno visitate della costa campana.
Si raggiunge scendendo una scalinata di circa 700 gradini in pietra, numerati con mattonelle di ceramica dipinta, un dettaglio artigianale tipicamente campano che trasforma il percorso in un’opera d’arte applicata. Il fiordo è una crepa profonda nella roccia calcarea con un piccolo porto medievale ancora riconoscibile nei resti delle antiche strutture.
L’acqua è di un verde-azzurro particolarmente intenso grazie alla profondità e alle pareti che filtrano la luce. È raggiungibile anche via mare con imbarcazioni di piccole dimensioni. La risalita dei 700 gradini è impegnativa: calcolate le energie prima di scendere, specialmente nelle giornate calde.
Nella mappa seguente potete vedere la posizione dei principali luoghi di interesse citati in questo articolo.