Faraglioni di Capri

Guida ai Faraglioni di Capri: come arrivare via terra, i tour in barca e i migliori punti di vista per scattare splendide foto ricordo.

I Faraglioni sono l’immagine di Capri, ma ormai anche l’immagine di tutto il Mediterraneo. Compaiono sulle cartoline, sulle bottiglie di limoncello, sui manifesti delle compagnie di navigazione, nei film di Federico Fellini e nelle poesie di Pablo Neruda. Sono stati dipinti da Corot, fotografati da Cartier-Bresson, e amati da ogni viaggiatore che da duemila anni si ferma su quest’isola.

Non sono solo una cartolina: sono un sistema geologico complesso, un habitat esclusivo per una delle specie animali più rare d’Europa, un sito che gli antichi Romani disseminarono di ville e ninfei, e un punto di riferimento visivo che cambia aspetto a seconda che lo si guardi dall’alto del Monte Solaro, dal belvedere di Punta Tragara, dalla barca in navigazione o dalle rocce ai loro piedi mentre si aspetta l’onda giusta per tuffarsi.

I quattro Faraglioni

I Faraglioni sono comunemente indicati come tre, ma in realtà sono quattro formazioni rocciose distinte, ciascuna con un nome, un’altezza e caratteristiche proprie. Il nome “faraglione” deriva dal greco antico pharos — “faro” — perché fin dall’antichità grandi fuochi venivano accesi sulle cime di questi scogli per guidare i naviganti e segnalare la presenza di ostacoli pericolosi lungo la costa.

Il Faraglione di Terra (Stella o Saetta)

Il Faraglione di Terra — chiamato anche Stella o Saetta a seconda della tradizione locale — è il più alto dei tre con i suoi 109 metri ed è l’unico ancora collegato fisicamente alla costa dell’isola.

La denominazione “Stella” rimanda probabilmente a un culto mariano — la Madonna della Libera, conosciuta anche come Stella Maris — a cui era dedicata una cappella trecentesca sul vicino Monte Castiglione.

Dalla terraferma, il suo profilo si innalza verticale sopra la baia di Marina Piccola con una maestosità che ricorda i contrafforti di una cattedrale gotica. È il punto di partenza visivo dell’intera sequenza: dalla Piazzetta, dai Giardini di Augusto e dal belvedere di Tragara, lo sguardo parte sempre da qui e poi scorre verso il mare aperto.

Il Faraglione di Mezzo

Il Faraglione di Mezzo è il più piccolo dei tre in altezza (81 metri) ma il più celebre per la sua caratteristica più straordinaria: una galleria naturale lunga 60 metri che lo attraversa da parte a parte, creando un arco sul mare attraverso cui la luce crea effetti di riflesso e contrasto di grande bellezza.

Quest’arco è il soggetto delle fotografie più icone dei Faraglioni, e la tradizione popolare lo ha reso il luogo magico degli innamorati: la leggenda vuole che scambiarsi un bacio mentre si passa sotto l’arco porti fortuna alla coppia. Per decenni i gozzi e i motoscafi dei tour organizzati hanno portato i visitatori a passare letteralmente sotto la galleria, rendendo quel momento il culmine emozionante di ogni giro dell’isola.

È però necessario segnalare un cambiamento importante: il passaggio in barca sotto l’arco del Faraglione di Mezzo non è più consentito, per ragioni di sicurezza e tutela ambientale legate all’elevato traffico di imbarcazioni e alla fragilità della formazione rocciosa. Le barche oggi si avvicinano a distanza controllata, permettendo comunque una vista completa e ravvicinata della galleria senza manovre che potrebbero danneggiare le pareti della roccia. La galleria rimane perfettamente visibile e fotografabile dall’esterno.

Il Faraglione di Fuori (Scopolo)

Il Faraglione di Fuori, noto anche come Scopolo — dal greco “skopelos“, promontorio sul mare — è il più esterno dei tre e il secondo per altezza con i suoi 104 metri. Separato dal Faraglione di Mezzo da un braccio di mare aperto, è fisicamente il più isolato e il più selvaggio.

È l’unico habitat al mondo della lucertola azzurra (Podarcis siculus coeruleus), una delle specie endemiche più rare d’Europa: un rettile la cui storia evolutiva rappresenta da sola uno dei capitoli più affascinanti della biologia insulare mediterranea.

Chi riesce ad avvicinarsi allo Scopolo in kayak o con piccola barca nelle prime ore del mattino, quando le lucertole sono già attive ma i turisti ancora dormono, può osservare questi piccoli rettili azzurri muoversi sulle rocce scaldate dal sole con la stessa disinvoltura con cui lo facevano prima che Capri diventasse l’isola più famosa del Mediterraneo.

Lo Scoglio del Monacone

Nascosto dietro i tre scogli principali, visibile solo dal mare o dalle altitudini più elevate dell’isola, lo Scoglio del Monacone è il quarto faraglione di Capri, quasi sempre ignorato dalle guide e dai tour organizzati.

Il suo nome ricorda la foca monacaMonachus monachus, conosciuta localmente come “bove marino” — che un tempo abitava le grotte marine di tutta la costa campana e che qui trovò rifugio fino ai primi del Novecento: l’ultimo esemplare fu ucciso nel 1904 presso Palazzo a Mare, un episodio che segnò la definitiva estinzione locale di questa specie nell’area caprese.

Sullo scoglio sono presenti resti di muratura romana la cui funzione è ancora discussa: alcune ipotesi li attribuiscono a vasche per la salatura del pesce, altre a strutture accessorie della villa di Gradola, altre ancora — meno credibili ma più romantiche — alla tomba dell’architetto di Augusto, un certo Masgaba.

Storia e origini dei Faraglioni

L’origine geologica

I Faraglioni non esistevano nella forma attuale qualche milione di anni fa: erano parte integrante della piattaforma calcarea che costituisce il substrato geologico di Capri. La loro genesi è un processo lungo e stratificato che i geologi definiscono di erosione carsica: le acque acidule delle piogge, percolando attraverso la roccia calcarea per millenni, hanno scavato cavità e gallerie fino a 15 metri sotto l’attuale livello del mare. Questo sistema di grotte e tunnel sotterranei, invisibile in superficie, ha costituito la struttura portante nascosta dei Faraglioni.

La fase successiva fu di disfacimento: con l’innalzamento del livello del mare e l’intensificarsi dell’abrasione marina, le volte delle cavità cominciarono a cedere una dopo l’altra. I crolli progressivi isolarono parti di roccia dalla costa principale e modellarono le forme verticali che oggi ammiriamo.

La sola struttura a sopravvivere quasi intatta è la galleria naturale del Faraglione di Mezzo, che anzi si ampliò grazie agli stessi eventi franosi che distrussero le strutture circostanti — un paradosso geologico che ha creato la caratteristica più celebre dell’intera formazione.

I Romani

Gli antichi Romani riconoscevano nella costa meridionale di Capri, ai piedi dei Faraglioni, uno dei luoghi più belli e desiderabili del Mediterraneo. Tutta l’area era disseminata di lussuose ville patrizie e residenze imperiali con giardini pensili affacciati sul mare: i resti di alcune di queste strutture sono ancora identificabili sulle alture sopra Punta Tragara e lungo il sentiero Pizzolungo.

Il Palazzo a Mare, le strutture romane di Gradola e i ruderi di villa identificati in vari punti della costa meridionale testimoniamo una frequentazione intensa e prolungata che durò per tutta l’epoca imperiale. L’imperatore Augusto e poi Tiberio — che trasferì a Capri la capitale di fatto dell’Impero negli ultimi dieci anni della sua vita — amavano in particolare questo versante dell’isola per la combinazione di protezione dai venti nordoccidentali e apertura sul golfo verso la Costiera.

Le leggende: Polifemo, le Sirene e il nome “Faro”

La letteratura antica ha moltiplicato i significati mitologici dei Faraglioni fino a renderli uno spazio di sovrapposizione tra il mondo reale e quello del mito.

Omero nell’Odissea li identifica con i massi scagliati dal ciclope Polifemo contro la nave di Ulisse in fuga dalla grotta: i tre scogli emergenti dal mare sarebbero il risultato di quella furia ciclopa, impressa nella roccia per l’eternità.

Virgilio nell’Eneide preferisce un’altra tradizione e fa dei Faraglioni la dimora delle Sirene, le creature dalle voci incantevoli che seducevano i marinai fino alla morte: la Sirena Leucosia avrebbe abitato in particolare il Faraglione di Fuori (Scopolo), da dove cantava verso il golfo.

La leggenda locale aggiunge un dettaglio di magia domestica: i Faraglioni, per il loro nome derivante da “faro” e la loro funzione di illuminare l’orizzonte, avrebbero il potere di rendere fertili le donne dell’isola.

Il Novecento

Nel corso del Novecento, i Faraglioni divennero lo sfondo privilegiato della vita culturale internazionale che faceva di Capri il proprio quartier generale estivo. Pittori, scrittori, musicisti, attori e aristocratici di mezza Europa sceglievano le ville di Punta Tragara o di Via Tragara — con le finestre aperte sulla sagoma dei tre scogli — come luoghi di ritiro creativo.

L’Hotel Punta Tragara, costruito da Le Corbusier negli anni Venti del Novecento come villa privata e poi trasformato in albergo di lusso, è forse il simbolo più concreto di questa stagione: da ogni finestra e dalla terrazza principale, i Faraglioni sono il panorama che si offre allo sguardo.

Scrittori come Pablo Neruda, che compose versi ispirati alla loro forma, e fotografi come Henri Cartier-Bresson, che li immortalò in scatti diventati classici, contribuirono a costruire l’iconografia moderna di Capri.

I migliori punti di vista sui Faraglioni da terra

I Faraglioni si vedono da quasi ogni punto dell’isola, ma alcuni belvedere offrono prospettive particolarmente memorabili e meritano una sosta dedicata nel corso della visita.

Il Belvedere di Punta Tragara

È il punto di vista più classico e più amato: Punta Tragara si raggiunge dalla Piazzetta percorrendo Via Camerelle — la via dello shopping di lusso — e poi Via Tragara fino al belvedere terminale, un’ampia terrazza naturale che si affaccia direttamente sui tre Faraglioni a livello quasi paritario.

La distanza è quella giusta per apprezzare le proporzioni reali degli scogli, i loro colori che cambiano con la luce del giorno e il mare che li circonda. Il percorso dalla Piazzetta richiede circa 20-25 minuti a passo tranquillo. Dal belvedere, il sentiero Pizzolungo scende verso la costa con un tracciato panoramico che raggiunge, tra scalinate e terrazze naturali, gli stabilimenti balneari ai piedi dei Faraglioni.

I Giardini di Augusto e Via Krupp

I Giardini di Augusto — pubblici, con ingresso a pagamento — offrono una delle terrazze più fotografate di Capri: dall’affaccio principale si vedono contemporaneamente i Faraglioni, la baia di Marina Piccola e il tracciato sinuoso della Via Krupp, la strada a tornanti stretti scavata nella roccia viva a inizio Novecento per volere dell’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp.

Quando la Via Krupp è aperta al traffico pedonale — cosa che dipende dallo stato della roccia, soggetta a distacchi — offre essa stessa una discesa verso Marina Piccola di grande bellezza, con i Faraglioni come sfondo costante. La combinazione Giardini + Via Krupp è uno dei percorsi visivi più ricchi dell’isola.

Il Monte Solaro e la seggiovia

Chi sale al Monte Solaro — il punto più alto di Capri con i suoi 589 metri — in seggiovia da Anacapri vede i Faraglioni come li vedeva Tiberio dalla sua Villa Jovis: piccoli, distanti, eppure riconoscibilissimi nella loro forma inconfondibile, con il mare aperto dietro di loro e la Costiera Sorrentina sullo sfondo.

Il panorama dal Monte Solaro abbraccia tutto il golfo: Napoli, il Vesuvio, le isole di Ischia e Procida, la Costiera Amalfitana e, nelle giornate più limpide, persino la Sicilia. I Faraglioni, da questa altitudine, appaiono come tre frammenti di roccia sospesi tra il blu del cielo e quello del mare.

Punta Cannone

A pochi minuti dal belvedere di Punta Tragara, deviando per un sentiero meno segnalato, si raggiunge il piccolo belvedere di Punta Cannone — quello che agli inizi del Novecento i pittori stranieri chiamavano Maler Platte (“il tavolo dei pittori”) perché era qui che si installavano con i cavalletti a catturare la vista sui Faraglioni.

È meno affollato di Punta Tragara e offre una prospettiva leggermente diversa: i Faraglioni appaiono più frontali, con meno interferenze architettoniche nel campo visivo. Per chi vuole fotografarli con calma e senza spalle altrui nell’inquadratura, specialmente nelle ore di punta, Punta Cannone è la risposta più semplice.

Marina Piccola

Marina Piccola, il piccolo porto e area balneare sul versante meridionale dell’isola, offre la prospettiva più ravvicinata dei Faraglioni da terra: da questa distanza breve, gli scogli sembrano grandissimi e quasi raggiungibili a nuoto — cosa che in effetti, per i nuotatori più allenati, è possibile.

Il porto di Marina Piccola è raggiungibile dalla Piazzetta con l’autobus (frequente e veloce) o a piedi attraverso la Via Krupp quando è aperta. È anche il punto di partenza dei taxi boat e delle piccole imbarcazioni che portano ai lidi ai piedi dei Faraglioni.

Come raggiungere i Faraglioni via mare

La prospettiva più completa e scenograficamente più efficace sui Faraglioni si ottiene dal mare, navigando lungo la costa meridionale dell’isola a qualche centinaio di metri dagli scogli.

Il giro dell’isola in motoscafo, organizzato da Marina Grande dalle compagnie Motoscafisti, Laser Capri e Capri Cruise, è il modo più comodo e quello più diffuso: il tour dura circa 1-2 ore, passa vicino ai principali punti di interesse della costa — Arco Naturale, Villa Malaparte, Grotta Verde, Grotta Bianca, Faro di Punta Carena — e si ferma in prossimità dei Faraglioni per le fotografie.

Come già segnalato, il passaggio in barca attraverso la galleria del Faraglione di Mezzo non è più consentito, ma la vicinanza che le imbarcazioni raggiungono è sufficiente per apprezzare le dimensioni e la morfologia degli scogli in modo pienamente soddisfacente.

Per chi preferisce un’esperienza più intima e personalizzata, i gozzi e i taxi boat privati da Marina Grande e da Marina Piccola permettono di scegliere tempi e percorsi con totale libertà. Le prime ore del mattino — quando la luce è ancora bassa e radente — e il tardo pomeriggio — con la luce calda che tinge la roccia di oro — sono i momenti in cui i Faraglioni sono più belli dal mare e l’affluenza di imbarcazioni è minore.

In estate, a metà mattina, la zona è frequentata da decine di barche simultaneamente. I più avventurosi possono anche noleggiare un kayak da Marina Piccola o dalla spiaggia delle Fontelle: la progressione lenta della pagaia permette di avvicinarsi agli scogli da angolazioni impossibili per le imbarcazioni a motore.

Fare un tuffo ai piedi dei Faraglioni

Ai piedi del Faraglione di Terra, direttamente sulla costa rocciosa, si trovano due stabilimenti balneari che sono diventati nel corso del Novecento luoghi iconici tanto quanto gli scogli stessi: La Fontelina e Da Luigi ai Faraglioni.

Entrambi dispongono di piattaforme in legno sulle rocce per prendere il sole, accesso diretto al mare, lettini e ombrelloni, e ristoranti con cucina di mare di qualità. Mangiarsi uno spaghetto alle vongole o un risotto di scampi con i Faraglioni a pochi metri e il mare davanti è un’esperienza che riassume perfettamente l’idea di Capri che il mondo intero porta impressa nella fantasia.

Raggiungerli è parte dell’avventura. Da Punta Tragara, il sentiero panoramico scende verso il mare con una serie di scalinate e tratti irregolari: il percorso richiede circa 15-20 minuti in discesa, con scarpe comode e adatte allo sterrato. La risalita, naturalmente, è più impegnativa e va programmata tenendo conto delle energie residue e dell’eventuale pasto consumato.

In alternativa — specialmente per il ritorno — i lidi organizzano un servizio navetta in barchetta verso Marina Piccola: si prenota direttamente allo stabilimento e si evita la salita. Da Marina Piccola, taxi boat privati raggiungono entrambi i lidi in pochi minuti.

La prenotazione di ombrelloni e tavoli al ristorante è obbligatoria in estate e va effettuata direttamente contattando gli stabilimenti, idealmente con diversi giorni di anticipo nei mesi di luglio e agosto.

Informazioni utili

Indirizzo

80073 Capri, Metropolitan City of Naples, Italy

Contatti

TEL: +39 081 838 6201

Orari

  • Lunedì: Open 24 hours
  • Martedì: Open 24 hours
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