Itinerario in Campania di 7-10 giorni

Itinerario in Campania in 7 - 10 giorni. Da Napoli alla penisola sorrentina, da Pompei al Cilento, tutte le località da non perdere in un viaggio in Campania.
Cerca Hotel, B&B e Case vacanze
Cerca

La Campania è la regione italiana con la più alta concentrazione di patrimoni riconosciuti dall’UNESCO: cinque siti in un raggio di meno di duecento chilometri.

Il centro storico di Napoli, il più vasto d’Europa, con il suo impianto viario greco ancora perfettamente leggibile dopo 2.700 anni. Le Città Vesuviane di Pompei ed Ercolano, sepolte dall’eruzione del 79 d.C. e restituite dall’archeologia nella loro completezza quotidiana. La Reggia di Caserta con il parco e l’acquedotto carolino, il palazzo reale più grande del mondo per volume. La Costiera Amalfitana, 55 chilometri di scogliere calcaree, borghi colorati e limoneti che scendono sul mare. Il Parco Nazionale del Cilento, con i templi greci di Paestum, la colonia filosofica di Velia e la Certosa di Padula. Nessun’altra regione italiana riesce a concentrare tanta varietà, vulcani attivi, isole leggendarie, siti archeologici, coste tra le più belle del Mediterraneo, in uno spazio così contenuto e connesso.

Organizzare un itinerario in Campania richiede però una strategia: le distanze sembrano brevi sulla carta ma il traffico, i traghetti stagionali, i bus e la massa turistica di luglio e agosto possono complicare i tempi.

Con 7 giorni si coprono le tappe imperdibili: Napoli, i siti vesuviani, Capri e la Costiera. Con 10 giorni si aggiungono Ischia, Paestum e il Cilento, e il viaggio diventa completo.

Prima di partire, consigli logistici

Il periodo migliore per visitare la Campania è aprile-giugno o settembre-ottobre: temperature gradevoli, mare già caldo in tarda primavera e ancora caldo a settembre, musei e siti aperti con orari estesi, e una densità turistica molto inferiore rispetto a luglio e agosto. In luglio e agosto Capri, Positano e Amalfi sono al limite della vivibilità per via della folla; prenotare con mesi di anticipo è indispensabile. In primavera e autunno bastano settimane.

Per gli spostamenti, il sistema migliore è una combinazione di mezzi: il treno Circumvesuviana da Napoli per Ercolano, Pompei e Sorrento; i traghetti Travelmar (stagionali, aprile-ottobre) per la Costiera Amalfitana e le isole; gli autobus SITA lungo la SS163 per i borghi della Costiera.

L’auto è utile solo per la Reggia di Caserta e per il Cilento, sulla Costiera e a Napoli è più un problema che una soluzione. Prenotate i biglietti di ingresso a Pompei, Ercolano, Reggia di Caserta e Grotta Azzurra di Capri con largo anticipo: in alta stagione le code senza prenotazione possono essere di ore.

Itinerario in Campania in 7 giorni

Giorno 1 – Napoli

Il primo giorno è tutto di Napoli. Iniziate dal cuore del centro storico UNESCO: Spaccanapoli, Via San Biagio dei Librai e Via Benedetto Croce, che segue esattamente il tracciato del decumano inferiore dell’antica colonia greca di Neapolis, fondata nel 470 a.C.

L’impianto urbanistico greco a tre assi paralleli (decumani) è ancora perfettamente leggibile oggi, una continuità urbanistica di 2.500 anni che non ha paragoni in Europa occidentale. Lungo Spaccanapoli si trovano alcune delle tappe imperdibili della città: la Cappella Sansevero con il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino (1753), il drappeggio di marmo così sottile da sembrare tela bagnata rimane uno dei capolavori tecnici più stupefacenti della scultura mondiale, e la Chiesa del Gesù Nuovo, con la sua facciata bugnata in piperno.

Proseguite verso il Duomo di Napoli per visitare la Cappella del Tesoro di San Gennaro, un capolavoro di arte barocca napoletana, e la cripta con i resti del patrono della città. Il pomeriggio è per i Quartieri Spagnoli dove la vita popolare napoletana è ancora vivissima tra friggitorie, altarini votivi e stendipanni sui balconi. E’ in questa zona che si trova anche il celebre murales di Maradona.

La sera, pizza da uno dei grandi classici del centro storico.

Giorno 2 – Napoli

Il secondo giorno è per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il MANN, che ospita la più grande collezione di arte greco-romana del mondo, con i reperti di Pompei ed Ercolano, la Collezione Farnese (il Toro Farnese e l’Ercole Farnese tra i pezzi più noti), e la Gabinetto Segreto con le opere erotiche dell’antichità. Dedicate almeno tre ore: non è possibile vedere tutto in fretta e non vale la pena provarci.

Se non avete voglia di visitare il MANN, potete dedicare la mattinata alla Napoli sotterranea oppure al Monastero di Santa Chiara.

Nel pomeriggio scendete verso il lungomare di via Caracciolo e camminate fino al Castel dell’Ovo, il castello medievale costruito sull’isolotto di Megaride, secondo la leggenda medievale Virgilio nascose qui un uovo magico dalla cui integrità dipendeva il destino della città. Continuate verso Piazza del Plebiscito, una delle piazze più grandi e scenografiche d’Italia, con la basilica di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale.

Prima di cena, salita a Piazzale San Martino al Vomero per il panorama al tramonto su tutto il golfo, il Vesuvio e le isole: è probabilmente la vista più famosa di Napoli, e anche la più giustificata. Un’eccellente alternativa è quella di fare un giro in barca al tramonto nel golfo di Napoli.

Giorno 3 – Ercolano e il Vesuvio

Il terzo giorno è dedicato alla storia più drammatica d’Italia. Prendete la Circumvesuviana dalla Stazione di Napoli Porta Nolana fino alla fermata Ercolano-Scavi (18 minuti, circa 2 euro) e visitate gli Scavi di Ercolano prima di Pompei, per molti esperti una scelta superiore.

Ercolano fu sepolta non sotto cenere ma sotto una coltre di fango piroclastico di 25 metri che si solidificò rapidamente, preservando materiali organici che Pompei non ha: mobili in legno, cibi, tessuti, pergamene carbonizzate. Le case dei patrizi con i loro mosaici e i decori policromi intatti, le botteghe con le insegne dipinte, i termopolii con le stoviglie ancora al loro posto, il teatro sepolto ancora non scavato, Ercolano offre un’immersione nella quotidianità romana del I secolo d.C. di una completezza quasi inverosimile. Dedicate almeno 2-3 ore.

Nel pomeriggio, salita al Vesuvio: dal piazzale degli autobus di Ercolano partono navette per il parcheggio in quota (1.000 metri), da cui un sentiero di circa 20 minuti porta al bordo del cratere a 1.281 metri. La vista aerea sul golfo di Napoli, le isole, la Penisola Sorrentina e la Costiera è di quelle che rimangono negli occhi. La guida ufficiale del parco indica che il vulcano è in stato di quiescenza dall’ultima eruzione del 1944, l’ultima di una serie cominciata nel 79 d.C., ma è classificato come vulcano attivo e monitorato h24 dall’Osservatorio Vesuviano. Il sentiero al cratere è aperto da marzo a novembre (verificate le condizioni al momento della visita). Rientro a Napoli in navetta + Circumvesuviana.

Giorno 4 – Pompei

Il quarto giorno è per Pompei, il sito archeologico più visitato d’Italia e tra i più importanti del mondo: 66 ettari di città romana del I secolo d.C. conservata sotto la cenere e la pomice dell’eruzione del 79 d.C., congelata nell’istante della catastrofe.
Prenotate l’ingresso online con anticipo, la biglietteria on site può avere code di ore, e arrivate all’apertura (9:00).

Le tappe da non perdere: il Foro con i templi di Giove e Apollo, la Casa dei Vettii con i suoi affreschi erotici e decorativi tra i meglio conservati di tutto il sito, le Terme Stabiane (le più antiche di Pompei, IV sec. a.C.), la Villa dei Misteri con il ciclo di affreschi che raffigura il rituale di iniziazione dionisiaca, uno dei più grandi e meglio conservati cicli pittorici del mondo antico, e i calchi in gesso delle vittime, ottenuti colando cemento nelle cavità lasciate dai corpi nel banco di cenere: una delle esperienze visivamente più intense e turbanti dell’intera archeologia mondiale.

Dedicate l’intera giornata: Pompei non si vede in fretta senza perdere i dettagli che la rendono unica.

Giorno 5 – Capri

Il quinto giorno è per Capri. Partite mattino presto in aliscafo da Napoli (Molo Beverello, 50 minuti) o da Sorrento (25 minuti), se avete effettuato il trasferimento a Sorrento la sera prima questa è la soluzione più comoda.

Arrivate a Marina Grande e prendete la funicolare fino a Capri centro: la Piazzetta (ufficialmente Piazza Umberto I) è il salotto mondano dell’isola, famosa per i caffè che costano cinque volte la media italiana e per la gente che viene a guardarsi. Vale la pena fermarcisi un’ora per capire perché Capri ha sedotto generazioni di artisti, scrittori e miliardari, la qualità della luce, la compattezza dello scenario, la sensazione di essere sospesi tra cielo e mare è reale.

Da lì, a piedi verso i Faraglioni, le tre guglie calcaree che emergono dall’acqua al limite est dell’isola, alte fino a 109 metri, habitat endemico della lucertola azzurra di Capri presente in natura solo qui, e ai Giardini di Augusto con la vista sul mare e su Via Krupp, la scalinata a zig-zag scolpita nella roccia commissionata dall’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp nel 1902.

Nel pomeriggio, salita ad Anacapri in autobus (15 minuti, servizio frequente) e seggiovia fino al Monte Solaro (589 metri, 12 minuti di salita) per il panorama più vasto dell’isola: dal Golfo di Napoli al Golfo di Salerno, con l’Appennino sullo sfondo nelle giornate limpide.
Visita alla Villa San Michele dello scrittore e medico svedese Axel Munthe, costruita negli anni 1890 sulla cima di Anacapri sopra i resti di una villa imperiale romana, con il loggiato aperto sul golfo e la collezione di reperti romani, le cui memorie nel libro La storia di San Michele (1929) la resero famosa in tutto il mondo.

La Grotta Azzurra si visita la mattina presto, possibilmente prima di arrivare a Capri centro: il trasferimento in barchetta dall’esterno e il passaggio nell’ingresso basso richiedono pazienza, e la luce è migliore nelle prime ore. L’effetto del blu, prodotto dall’apertura sottomarina che filtra la luce solare, fu “riscoperto” il 17 agosto 1826 dal pittore tedesco August Kopisch e dall’amico Ernst Fries, guidati dal pescatore Angelo Ferraro detto “il Riccio”: la grotta era già nota agli isolani ma considerata infestata dagli spiriti.

Giorno 6 – La Costiera Amalfitana

Il sesto giorno è tutto per la Costiera Amalfitana. Se siete ancora a Napoli, partite la mattina in traghetto da Molo Beverello verso Positano (stagionale, circa 90 minuti) o prendete la Circumvesuviana fino a Sorrento e poi il traghetto o il bus SITA verso est.

L’ordine ideale per visitare la Costiera da ovest verso est, sfruttando i mezzi di trasporto, è: Positano la mattina (la chiesa di Santa Maria Assunta, la cupola maiolichata, Via dei Mulini con i sandali artigianali, la Spiaggia Grande), traghetto per Amalfi nel primo pomeriggio (il Duomo di Sant’Andrea con il Chiostro del Paradiso del 1266, la cripta con le spoglie di Sant’Andrea apostolo portate dall’Oriente nel 1206, il Museo della Carta nel mulino del XIII sec.), passeggiata a piedi fino ad Atrani (il borgo più piccolo d’Italia, dove M.C. Escher soggiornò tra il 1929 e il 1934 e i vicoli ispirarono la serie “Metamorfosi”), bus per Ravello nel tardo pomeriggio (Villa Rufolo con la terrazza che ispirò Wagner per il Parsifal nel 1880, Villa Cimbrone con la Terrazza dell’Infinito costruita da Lord Grimthorpe nel 1904). Cena a Ravello o rientro ad Amalfi.

Giorno 7 – Sorrento e ritorno a Napoli via Caserta

L’ultimo giorno dell’itinerario base combina due esperienze molto diverse. La mattina a Sorrento: il centro storico con le boutique di intarsio del legno (tarsìa), una tradizione artigianale attestata dal XVI secolo, la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, la passeggiata sul bordo della scogliera di tufo con la vista sul Vesuvio.

Nel pomeriggio, se avete preso un volo serale da Napoli, è l’occasione perfetta per una visita alla Reggia di Caserta: dal centro di Napoli in treno regionale è raggiungibile in 40 minuti. La Reggia fu progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli per incarico di Carlo III di Borbone nel 1752, il re voleva una residenza che potesse rivaleggiare in magnificenza con Versailles e con la Reggia di Aranjuez in Spagna. Il risultato superò entrambi per dimensioni: 1.200 stanze su quattro piani, un parco lungo 3 chilometri con cascate, fontane e giochi d’acqua alimentati dall’Acquedotto Carolino, anch’esso opera di Vanvitelli, un acquedotto di 38 chilometri che portava l’acqua dal Taburno, e una volumetria complessiva che ne fa il palazzo reale più grande del mondo.

Come estendere l’itinerario a 10 giorni

Tre giorni in più permettono di uscire dal circuito classico e aggiungere la profondità che trasforma un tour in un viaggio. Le opzioni migliori dipendono dalle vostre preferenze: mare e natura verso il Cilento, isole e terme verso Ischia, o patrimonio storico verso Paestum e Benevento.

Giorno 8 – Ischia o Procida

Ischia, la più grande delle isole del Golfo di Napoli, con oltre 46.000 abitanti e un’economia turistica articolata attorno alle terme naturali che sgorgano dal vulcanismo sottomarino dell’isola, merita almeno due giorni per essere vissuta con calma.

In un giorno solo, le tappe irrinunciabili sono: il Castello Aragonese (costruito nel 474 a.C. dai coloni eretriesi, ricostruito e ampliato dagli Aragonesi nel 1441, dimora della poetessa Vittoria Colonna dal 1501 al 1536), le terme naturali della Baia di Sorgeto, acque geotermali che raggiungono i 70°C alla sorgente, raggiungibili di notte via scalinata con le torce, e il borgo di Sant’Angelo, raggiungibile solo a piedi, con la sua laguna e i ristoranti a bordo d’acqua.

In alternativa, Procida, l’isola più piccola e meno turistica del golfo, Capitale italiana della Cultura 2022, offre in un giorno solo le case colorate di Marina Corricella, le calette di Chiaiolella e la salita alla Terra Murata con la sua cattedrale e il carcere abbandonato che domina il golfo. Procida si raggiunge da Napoli in aliscafo in 40 minuti.

Giorno 9 – Paestum

Paestum è probabilmente la visita che più sorprende i viaggiatori italiani e stranieri che non la conoscono: tre templi dorici del VI e V secolo a.C. in uno stato di conservazione superiore a quelli dell’Acropoli di Atene.

Il Tempio di Hera I (detto Basilica, 550 a.C.), il Tempio di Hera II (detto di Nettuno, 460 a.C., il più imponente e meglio conservato) e il Tempio di Cerere (Athena, 510 a.C.) sorgono in una pianura piatta con il mare sullo sfondo: la prospettiva è radicalmente diversa dall’Acropoli arroccata su un promontorio e rende il colpo d’occhio iniziale uno dei più potenti dell’archeologia mediterranea.

Il Museo di Paestum, a pochi passi dai templi, conserva la Tomba del Tuffatore (480 a.C.), l’unico esempio di pittura funeraria greca trovato nell’Italia meridionale, con il famoso giovane in volo sopra le acque che ha ispirato interpretazioni filosofiche, simboliche e artistiche per generazioni.

Giorno 10 – Il Cilento: Castellabate, Acciaroli o Palinuro

Il decimo giorno porta nel Cilento, la parte più autentica e meno turistica della Campania: il Parco Nazionale più grande del Sud Italia, dove le coste rocciose, i borghi medievali arroccati sulle colline e i siti archeologici greci si sovrappongono in un paesaggio rimasto sostanzialmente intatto. La scelta dipende da quanto siete disposti a guidare, il Cilento è vasto e le distanze intere richiedono l’auto.

Castellabate (patrimonio UNESCO) è a circa 90 km da Paestum e offre il borgo medievale più bello del Cilento settentrionale con le spiagge del Pozzillo e di Punta Licosa. Palinuro, a 150 km da Paestum, è la meta balneare più scenografica del Cilento, con le sue trenta grotte marine, l’Arco Naturale e la Baia del Buon Dormire raggiungibile solo via mare.

In una decima giornata di viaggio la scelta più efficace è Castellabate, a un’ora da Paestum, sul mare, con tutto quello che serve per una chiusura di viaggio lenta e appagante.

Chi invece preferisce concludere il viaggio con una nota culturale può dedicare il decimo giorno a Benevento, a soli 50 km da Caserta, con il suo Arco di Traiano (114 d.C., il più completo e meglio conservato arco onorario romano del mondo), il Teatro Romano di età imperiale (II sec. d.C., con una capienza originale di 10.000 posti), il complesso di Santa Sofia (760 d.C., UNESCO) e la suggestiva collezione di obelischi egizi sparsi per il centro storico, residui dell’Egittomania del culto di Iside che a Benevento ebbe uno dei templi più grandi del mondo romano. Benevento è raramente inclusa negli itinerari standard e per questo rimane una delle città più autentiche e meno turistificate della Campania.

Dove alloggiare

Per le basi di appoggio, il modello più efficiente è trascorrere i primi giorni a Napoli e poi trasferirsi a Sorrento o sulla Costiera per la seconda parte.

Sorrento è la base logisticamente più comoda per Capri, la Penisola Sorrentina e i borghi della Costiera: è collegata a tutto via traghetto, è meno costosa di Positano e Amalfi, e mantiene un’atmosfera più autentica.

Chi preferisce restare sulla Costiera può scegliere Amalfi, hub dei traghetti e dei bus SITA, o Positano per posizione e fascino.

Cerca
Offriamo le migliori tariffe Se trovi a meno rimborsiamo la differenza.
Cancellazione gratuita La maggior parte delle strutture permette di cancellare senza penali.
Assistenza telefonica h24 in italiano Per qualsiasi problema con la struttura ci pensa Booking.com.

Ingressi alle attrazioni

La prenotazione anticipata è indispensabile per Pompei, Ercolano, la Reggia di Caserta, la Cappella Sansevero e il Museo di Capodimonte a Napoli. La Grotta Azzurra di Capri invece non è prenotabile online: si raggiunge in barca dal porto di Marina Grande e si aspetta il proprio turno; in luglio e agosto i tempi di attesa possono superare le due ore.

I siti vesuviani aprono alle 9:00 e chiudono un’ora e mezza prima del tramonto: in inverno e primavera l’orario di chiusura può essere sorprendentemente anticipato. Per tutti i musei statali campani (Pompei, Ercolano, MANN, Reggia di Caserta, Paestum) il primo domenica del mese è gratuito, le code in queste giornate sono proporzionalmente enormi.

Come risparmiare su trasporti e biglietti d'ingresso

Le City Card permettono di risparmiare sui mezzi pubblici e/o sugli ingressi delle principali attrazioni turistiche.

Campania: Artecard 3 - 7 giorni o Gold/Lite 365 City Pass
Campania: Artecard 3 - 7 giorni o Gold/Lite 365 City Pass
Scopri la Campania e Napoli con un pass per visitare 40 siti culturali e i trasporti pubblici (incluso solo nel pass di 3 giorni).
Acquista da 27,00 €